giovedì 5 novembre 2009

Il mensile dalla cornice dorata colpisce ancora...

Esiste un mondo in cui il Desmatosuchus raggiunge 5 metri di altezza e l'Albertosaurus, incurante dei divieti di Tyrannosaurus di abbassare la cresta e di atteggiarsi meno a "re dei dinosauri", può crescere fino a nove metri di altezza.

Questo mondo si chiama National Geographic Italia.

Nell'ultimo numero dell'edizione italiana del mensile, che contiene un articolo dal testo monotono ma con magnifiche illustrazioni (è per la qualità delle immagini che si legge volentieri, no?!) dedicato ai "coccodrilli" di ieri e di oggi, figurano alcuni errori di traduzione davvero enormi. Sono state adulterate le misure di due animali, scambiando l'altezza con la lunghezza. I risultati? Goffi, ridicoli e soprattutto divertenti. A p. 45 un Albertosaurus confronta un Deinosuchus in un'imperiale illustrazione di Raúl Martín (ma...dov'è finito il piumaggio del teropode?): evidentemente il paleoartista dev'essersi sbagliato, poichè il testo dice chiaramente che il Deinosuchus, un coccodrillo del Cretaceo superiore, poteva afferrare con le mandibole un albertosauro alto nove metri e trascinarlo in acqua. Se conoscete il Deinosuchus, vi lascio fare le proporzioni per adattarlo e potergli permettere di afferrare con la bocca un albertosauro di nove metri di altezza.
Ma non finisce qui. A p. 47 una bella fotografia di uno scheletro di Desmatosuchus (benchè, come ha fatto notare Bill Parker cliccando sul link del titolo, la successione osteodermica rappresentata non sia corretta) è accompagnata dalla scritta (in basso): riproduzione di uno scheletro alto cinque metri fotograta presso il Petrified Forest National Park. Vorrei prorpio vederlo uno scheletro di Desmatosuchus di cinque metri di altezza!.

Questa volta non ho nè tempo nè voglia di produrmi in interminabili discussioni. Dovrei fare notare almeno che basterebbe consultare un dizionario di inglese per correggere errori madornali ed imbarazzanti (dove sono finiti i correttori delle bozze?!?). Oppure usare con più attenzione i programmi per scrittura (ho notato che le sviste da "Copia-e-incolla" sono in vertiginoso aumento anche sui quotidiani più blasonati). Ho però trovato la boutade divertente e ho deciso di cavalcare l'onda delle misure prese a caso, calpestando ignominiosamente il lavoro di tanti seri studiosi. Ora ne sono convinto, NG Italia non vale il tempo prezioso per correggere empie sviste; meglio puntare, ove la si trovi, sull'originale edizione americana. Evidentemente la missione principale del National Geographic Italia non è la divulgazione scientifica: l'edizione italiana fa acqua da tutte le parti (paleontologiche). Dico solo questo: io faccio spesso molti errori nei miei posts, dovuti nella stragrande maggioranza dei casi alla fretta, ma non chiedo nè soldi nè ho l'ambizione di diventare un portabandiera dalla gloriosa tradizione scientifico-divulgativa. Diamo corda alla becera traduzione e riaggiorniamo il nostro dossier paleontologico:













[Immagine: modificata da Wikipedia]
Eccovi un Albertosaurus sarcophagus tyrannomimus 9X27 metri [9 metri di altezza X 9 di lunghezza, invece di un più consueto 3X9 m... L'omino che fa "ciao!" con la manina vorrebbe essere certamente altrove.

Il placido Desmatosuchus, lungo sì 5 metri ma dall'aria bonaria e mansueta dovuta ad un tollerabile 1,50 m di altezza, diventa un'impressionante bestia apocalittica, chiaramente un Desmatosuchus imperator degno di presenziare amabilmente in uno dei tanti b-movies con pupazzetti in stop-go motion degli anni '70(probabilmente l'incubo di Bill Parker, il paleontologo che gestisce il blog Chinleana (e che aveva già trattato dell'edizione originale dell'articolo in Finally! Aetosaurs in National Geographic Magazine del 20 ottobre 2009, disponibile cliccando qui e sul titolo del presente post).
[Immagine: modificata da Wikipedia]

1 commenti:

Andrea Cau ha detto...

Grazie per il post spassosissimo! :-)

Off-topic non paleontologico: la sagomina umana, se non erro, è tratta dal famoso disco dorato collocato vanamente su una sonda Voyager.
A mio avviso, quell'oggetto, e le immagini che porta, sono zeppi di tematiche psicologiche... Potrebbe essere materia di un post ultramitologico.