mercoledì 20 luglio 2011

Una coppia di Velociraptor mongoliensis trovata barbaramente spennata

[(c) Museo di Storia Naturale di Verona. Info sul Museo @ Wikipedia]

Animalisti gridano allo scandalo!
Una coppia di esemplari della collezione barbaramente deformati e spiumati
E. mnaidriensis ammette: «Non ne sapevamo nulla!»

Verona, giugno 2011
dal nostro corrispondente.


«Siamo costernati». Questo il grido unanime dei colleghi dei due esemplari di V. mongoliensis [per rispetto della privacy le iniziali dei nomi sono di fantasia. NdR] trovati questa mattina barbaramente deformati e senza rivestimento tegumentario [qui trovate alcune fotografie che ritraggono i due malcapitati con alcuni amici durante una vacanza on the road in Asia centrale dello scorso anno].

domenica 19 giugno 2011

The Tree of Life. Le «innumerevoli forme, bellissime e meravigliose» di Terrence Malick

[Immagine: locandina italiana di The Tree of Life. Da MyMovies]

Riflettendo sull'evoluzione, il teologo Giovanni Miegge ha scritto: «È difficile, per non dire impossibile, conciliare l'idea di un Dio perfettissimo, onnipotente, onnisciente e buono, con lo stato presente del mondo, o meglio con lo stato del mondo come lo conosciamo fin dalle sue origini: quella massa di esseri che si sviluppano nello spazio e nel tempo senza significato accertabile, quell'enorme spreco di energie e di tentativi sbagliati nella produzione di specie mostruose, nella lotta di tutti contro tutti, nella carneficina universale che sembra essere la legge dell'evoluzione su questa nostra terra» [G. Miegge, Scritti teologici, Utet, Torino 1977, p. 267; cit. da Umberto Galimberti, Orme del sacro. Il cristianesimo e la desacralizzazione del sacro, Feltrinelli, Milano 2000, p. 73].
Perché questa massa di «esseri» sarebbe «mostruosa»? E perché mai gli stessi organismi che «si sviluppano nello spazio e nel tempo» sarebbero «senza significato accertabile»?

domenica 22 maggio 2011

Horner a Piacenza. Un articolo dedicato a Dinosauri in carne e ossa

Mi sembra che nessuno abbia ancora riportato l'articolo uscita due settimane fa su «Il Venerdì», il settimanale di approfondimento de «La Repubblica», dedicato alla conferenza tenuta da Horner presso l'Università di Bologna [presso il blog di Filippo Bertozzo alcune fotografie dell'evento], avente come tema la Unified Frame of Reference e risalente al 15 aprile 2011. Tra le altre cose, nel testo che riporto più sotto viene citato il giudizio di John Horner sulla mostra Dinosauri in carne e ossa, «una delle migliori del mondo»! Avendola visitata posso umilmente confermare...
L'articolo si intitola Quanti sono i dinosauri? Per vederlo bene serve il microscopio, di Laura Margottini, ne «Il Venerdì» de «La Repubblica», 1208, 13 maggio 2011, pp. 68-69; fotografia senza riferimenti, illustrazione (accreditata) di Davide Bonadonna; logo della mostra Dinosauri in carne e ossa di Andrea Pirondini.

[ImmagineQuanti sono i dinosauri? Per vederlo bene serve il microscopio, di Laura Margottini, ne «Il Venerdì» de «La Repubblica», 1208, 13 maggio 2011, pp. 68-69. Tutti i diritti riservati. L'autore dell'articolo è a disposizione degli aventi diritto per la precisazione di dati relativi alla pubblicazione dei testi, delle immagini o per la rimozione delle stesse]

"Archeosauro", o dei soliti guai sul National Geographic Italia

Il vincitore provvisorio (attendiamo la fine dell'anno) per il miglior articolo di disinformazione paleontologica a tiratura nazionale per il 2011 è, ancora una volta, l'edizione italiana del celeberrimo National Geographic. Dopo l'occasione mancata del 2009, e gli orrori teratomorfi del 2010, anche nel 2011 si ripetono i gravi errori di divulgazione scientifica della rivista. No, niente punti esclamativi o sarcasmo, non c'è nulla da festeggiare. A p. 14 del numero di febbraio 2011 viene riportato uno schema filogenetico che dovrebbe costituire il riferimento ideale alla lettura dell'articolo intitolato La lunga, curiosa e stravagante evoluzione delle penne, a firma di Carl Zimmer. Nella splash page dedicata all'albero filogenetico viene delineata con semplicità la progressiva specializzazione dell'apparato tegumentario dei dinosauri: «tuttavia», recita il breve sommario che accompagna la legenda e introduce il lettore alla lettura del cladogramma elementare, «la "peluria" degli pterosauri suggerisce che le protopiume possono essere comparse ancora prima, con l'antenato comune di pterosauri e dinosauri» (ivi, p. 14). Chi sarebbe questo ancora ignoto antenato comune? 
Venghino signori, venghino [musica circense in sottofondo. NdR], venghino a vedere la maraviglia della natura, il portentoso "archeosauro"!
Ebbene sì, lo schema evolutivo ci viene presentato come l'albero genealogico dell'archeosauro, nome ripetuto per ben due volte. Per far capire al lettore che è davvero un essere primordiale, alla base dell'evoluzione di coccodrilli, pterosauri, dinosauri e uccelli, viene citato come "Archeosauro ancestrale". 

[ImmagineLa lunga, curiosa e stravagante evoluzione delle penne, di C. Zimmer, in «National Geographic Italia», vol. 27, n. 2, febbraio 2011, p. 14. Tutti i diritti riservati. L'autore dell'articolo è a disposizione degli aventi diritto per la precisazione di dati relativi alla pubblicazione dei testi, delle immagini o per la rimozione delle stesse]

Ovviamente si tratta di un errore: ho controllato l'edizione statunitense (nella versione a stampa) e là l'animale è definito ancestral archosaur, un arcosauro ancestrale, ossia un appartenente ad Archosauria Cope 1869. Qualche buontempone nella redazione di NG Italia deve aver giudicato necessaria un'ipercorrezione o, meglio, un ipercorrettismo, del termine presente nell'edizione inglese, associando alla primordialità dell'animale, dedotta dalla posizione alla base dello schema, il prefisso scientifico di origine greca ἀρχαῖος, cioè "antico".
Sarebbe ora di smetterla con queste cialtronate e di assumere qualche traduttore o consulente paleontologo di valore e preparato. L'importanza della rivista esige una simile operazione, ormai non più procrastinabile.

venerdì 15 aprile 2011

Phil Tippett's Prehistoric Beast

[Immagine: fotogramma del cortometraggio Prehistoric Beast; (c) Phil Tippett, 1985. Da YouTube]

Prehistoric Beast: piccolo gioiello di animazione creato in stop-motion a metà degli anni '80 da Phil Tippett.
Info ulteriori su Tippett (& dinosauri) presso questo link.

lunedì 28 febbraio 2011

Geomitologia e Grecia. Robin Lane Fox cita i lavori di Adrienne Mayor


[Immagine: copertina del volume di Robin Lane Fox Eroi viaggiatori, Einaudi, Torino, 2010. (c) Einaudi, 2011]

Robin Lane Fox  ha citato, nel suo ultimo libro tradotto in italiano, i lavori di Adrienne Mayor riguardanti la geomitologia e l'interpretazione religiosa dei fossili ne mondo classico.