Il vincitore provvisorio (attendiamo la fine dell'anno) per il miglior articolo di disinformazione paleontologica a tiratura nazionale per il 2011 è, ancora una volta,
l'edizione italiana del celeberrimo National Geographic. Dopo
l'occasione mancata del 2009, e
gli orrori teratomorfi del 2010, anche nel 2011 si ripetono i gravi errori di divulgazione scientifica della rivista. No, niente punti esclamativi o sarcasmo, non c'è nulla da festeggiare. A p. 14 del numero di febbraio 2011 viene riportato uno schema filogenetico che dovrebbe costituire il riferimento ideale alla lettura dell'articolo intitolato
La lunga, curiosa e stravagante evoluzione delle penne, a firma di
Carl Zimmer. Nella
splash page dedicata all'albero filogenetico viene delineata con semplicità la progressiva specializzazione dell'apparato tegumentario dei dinosauri: «tuttavia», recita il breve sommario che accompagna la legenda e introduce il lettore alla lettura del cladogramma elementare, «la "peluria" degli pterosauri suggerisce che le protopiume possono essere comparse ancora prima, con l'antenato comune di pterosauri e dinosauri» (ivi, p. 14). Chi sarebbe questo ancora ignoto antenato comune?
Venghino signori, venghino [musica circense in sottofondo. NdR], venghino a vedere la maraviglia della natura, il portentoso "archeosauro"!
Ebbene sì, lo schema evolutivo ci viene presentato come l'albero genealogico dell'archeosauro, nome ripetuto per ben due volte. Per far capire al lettore che è davvero un essere primordiale, alla base dell'evoluzione di coccodrilli, pterosauri, dinosauri e uccelli, viene citato come "Archeosauro ancestrale".
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Immagine:
La lunga, curiosa e stravagante evoluzione delle penne, di C. Zimmer, in «National Geographic Italia», vol. 27, n. 2, febbraio 2011, p. 14. Tutti i diritti riservati. L'autore dell'articolo è a disposizione degli aventi diritto per la precisazione di dati relativi alla pubblicazione dei testi, delle immagini o per la rimozione delle stesse]
Ovviamente si tratta di un errore: ho controllato l'
edizione statunitense (nella versione a stampa) e là l'animale è definito
ancestral archosaur, un
arcosauro ancestrale, ossia un appartenente ad
Archosauria Cope 1869. Qualche buontempone nella redazione di
NG Italia deve aver giudicato necessaria un'ipercorrezione o, meglio, un
ipercorrettismo, del termine presente nell'edizione inglese, associando alla primordialità dell'animale, dedotta dalla posizione alla base dello schema, il prefisso scientifico di origine greca ἀρχαῖος, cioè "antico".
Sarebbe ora di smetterla con queste cialtronate e di assumere qualche traduttore o consulente paleontologo di valore e preparato. L'importanza della rivista esige una simile operazione, ormai non più procrastinabile.